Nemico Malvagio

Il terremoto e un senso di inadeguatezza collettivo che ci induce a interrogarci su quante volte ci perdiamo in chiacchiere inutili e interminabili discussioni sul nulla, quando poi bastano pochi secondi di impazzimento della terra per radere al suolo il nostro vaniloquio, le nostre effimere certezze e, con esse, le speranze e i sacrifici di quanti hanno lavorato sodo per conquistare un minimo di benessere e in un batter d’occhio.

Il terremoto e la difficoltà, talvolta l’impossibilità, di ricominciare, di tornare alla normalità, di recarsi al lavoro o di portare i figli a scuola.

Il terremoto che spezza la quotidianità, infrange un universo di valori e ci lascia attoniti, prigionieri di un’incredulità che dovrebbe quanto meno consigliarci di rivedere la scala delle priorità e di accantonare dispute che non meritano alcuna attenzione.

Il terremoto e un infinito senso di vuoto e di debolezza: sentirsi dannatamente piccoli nel contesto di uno strazio di proporzioni indescrivibili.