Riconoscimento Santa Rita


Quattro donne, quattro madri e mogli che hanno affrontato la morte dei loro cari perdonando chi lo ha causato o trasformandosi in esempio di vita: a loro sarà consegnato domenica a Cascia il riconoscimento internazionale di Santa Rita.
In occasione della festa liturgica della santa degli impossibili, che ricorre il 22 maggio, anche quest’anno si terrà infatti il premio concesso ad alcune donne che hanno sperimentato le virtù dell’umile donna di Roccaporena, come ad esempio il perdono. Così, prima del solenne pontificale previsto per lunedì alle 11 sul sagrato della basilica di Santa Rita (l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha invitato a presiedere l’Eucaristia il cardinale Giovanni Layolo, Presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano), verrà assegnato il tradizionale 
Queste le donne premiate:
Federica Lisi, moglie del giocatore di pallavolo Vigor Bovolenta morto sul campo di gioco nel 2012, riceve il riconoscimento per il suo esempio di donna e madre che rinasce nell’amore per la famiglia e per la vita;
Antonella Leardi riceve il riconoscimento per aver perdonato l’uccisore del figlio e per contribuire a spargere i semi della pace e del dialogo tra i giovani attraverso l’associazione “Ciro Vive”;

Anna Montebruno riceve il riconoscimento per aver perdonato colui che ha investito la figlia Maria uccidendola e per il suo spirito volto alla ricerca del dialogo e del servizio al prossimo;

Luciana Mosciatti riceve il riconoscimento per aver perdonato il ragazzo che ha causato la morte del figlio in un incidente stradale e per il suo esempio di vita cristiana nella famiglia e nella comunità parrocchiale.

Quest’ultima, della parrocchia di San Giovanni in Baiano (Spoleto), è stata presentata dall’arcivescovo Renato Boccardo. Sposata con Domenico Moretti da 39 anni, due figli: Luca nato nel 1979 e Marina nel 1988. Il riconoscimento è dato a Luciana, ma è comunque una storia da presentare “in coppia”. Ecco le motivazioni indicate dalla Diocesi: “A settembre del 2000, a seguito di un incidente stradale (lungo la Via Flaminia a Spoleto, nei pressi del bowling, ndr) per tamponamento causato da un ragazzo, il figlio Luca veniva a mancare insieme ad altri tre amici – due di Baiano e uno di Pompagnano – che stavano in macchina con lui. In quel momento Luciana e Domenico sono sprofondati nella disperazione: la rabbia e l’angoscia hanno preso il sopravvento. Si sono chiusi innalzando un muro con gli altri. La loro “conversione” è frutto della vicinanza del parroco di Baiano di allora don Renzo Persiani (oggi parroco di Cascia, ndr) che li ha portati alla conoscenza della Parola di Dio, alla scoperta del silenzio interiore per accogliere Gesù nei loro cuori. A seguito dell’incidente stradale che ha causato la morte dei quattro ragazzi si è costituito il Gruppo dei “Genitori dei figli in cielo”. Luciana e Domenico, invitati a farne parte, si sono inseriti e per anni, con cadenza quindicinale, si sono incontrati a Baiano per l’Eucarestia il venticinque di ogni mese, in ricordo anche del servo di Dio e parroco di Baiano don Andrea Bonifazi, morto giovane in concetto di santità. Questo percorso li ha aiutati a leggere la tragica esperienza della morte del figlio con una luce diversa: il dolore e il vuoto lasciato dalla mancanza fisica di Luca sono stati attenuati dalla sua presenza viva nei loro cuori, insieme alla speranza che un giorno s’incontreranno di nuovo. Grazie alla fede, hanno perdonato il ragazzo che ha causato l’incidente, anche se lui ancora non si è fatto ancora presente. Ora sono impegnati in parrocchia a Baiano, nella catechesi e nelle attività dell’Oratorio, e a livello diocesano nella Pastorale Familiare come coppia guida nei percorsi di accompagnamento al matrimonio cristiano”.