Terremoto: disperazione senza avere una via d’uscita 


Quando la terra trema, gli occhi di chi ha già vissuto quella paura tornano a spegnersi. Chi l’ha vissuto il terremoto  davvero sa cosa significa essere in bilico fra la vita e la morte e non poter scegliere perché sei un burattino nelle mani del destino e della natura, allora capisci che quelli sono gli occhi di chi non può credere che la sorte si stia accanendo contro di nuovo. Si parla spesso della dignità degli italiani che abitano in zone colpite da un terremoto, ma la dignità arriva dopo. Quello di cui non si parla mai è la disperazione. Chi vive un terremoto così forte e continuo nel tempo è doppiamente forte, perché affronta la disperazione senza poter avere una via d’uscita. Le scosse non sono a comando, non si possono fermare, esorcizzare, per molti non si possono neppure allontanare. Chi le subisce convive con questo sentimento di disperazione, lo affronta sapendo che la situazione potrebbe migliorare oppure persino peggiorare. Ad un anno, siamo dinuovo a fare i conti con la stessa paura, la terra continua a tremare lungo il nostro appennino centrale, a cavallo tra le Marche, l’Umbria,il Lazio e l’Abruzzo, zone già duramente provate dal terremoto. Momenti di paura e sconforto per le popolazioni terremotate che continuano a restare in uno stato di ansia e timore per il susseguirsi di scosse. Questa situazione di “sfida continua” non deve prevalere su di noi, non ci si deve isolare, ma è bene scambiare ciò che si è vissuto. E’necessario non disperdere energie nell’idea di affrontare da soli e dimenticare, le nostre risorse debbono essere risparmiate e protette per affrontare le mille difficoltà che la vita ci riserba nel domani.