Falò della Venuta

In ogni tradizione che si rispetti, soprattutto per quelle che vivono di memorie passate e di consuetudini consolidate,dopo 3 anni dal terremoto si ritorna a festeggiare la festa dei falò della Venuta.

Il falò è una tradizione che rivive ogni anno ed ha origini e natura antichissime. Se ci si ferma un istante di fronte a questo fuoco grandioso, se si ascolta il suo scoppiettio rassicurante, se ci si riscalda intorno al suo rosso illuminante, non si può far a meno di sentirsi catapultati in un vortice che sembra far rinascere dalle radici più profonde un passato remotissimo ed incantevole.

Le origini dei Falò ci provengono, dal 1291, quando Nazareth, invasa dagli ottomani infedeli, rischiava di essere distrutta. Una schiera di angeli, allora, portò in volo la casa della Madonna da qui fino alla costa adriatica, a Loreto. Secondo la legenda, il cammino passò sopra il cielo dei nostri territori ,e per questo motivo che ogni 9 dicembre da quella data si accendono grandi fuochi: per mantenere viva la memoria del passaggio e per illuminare il viaggio ai corrieri divini.

I preparativi:

Gli uomini partono per le macchie circostanti; da sempre è la ginestra la preda più ambita,Ci vogliono diverse uscite e tanta volontà per trovare tutta la ginestra necessaria, poi si passa ad “ammucchiare” tutta la ginestra intorno ad un altissimo palo di legno che sosterrà il faone durante il suo bruciare. L’entusiasmo, il gioco e l’allegria generale sono i punti fondamentali di un’atmosfera sicuramente collaborativa.

Che dire vi Aspettiamo questa sera alle 20:30

Maltignano di Cascia

Terremoto Bilancio dopo 2 Anni

Siamo arrivati a Due Anni dopo il terremoto.Tutto procede con estrema lentezza, si parla della ricostruzione decreti,ma ancora non si è fatto nulla. Non è cambiato niente, è tutto come due anni fa.

Colpa della burocrazia e di uno Stato che è«lontano». Colpa anche di chi è diviso e divide, di chi a volte è troppo preoccupato del proprio orticello, di chi a volte è troppo preso da certe pieghe di normative vecchie e nuove. L’’emergenza’ è ricordo da un pezzo, eppure agli occhi sembra neanche appena passata.

In Memoria del 24 Agosto 2016

24 Agosto 2018 sono passati 2 anni da quando è cominciato tutto.

Tanta Paura, scosse a ripetizione, tutti riversi fuori il paese

nel mezzo della notte. C’è chi sta in macchina e chi

aspetta una notizie dalla radio e chi gira per controllare se tutti stanno bene.

Le notizie arrivano, annunciano un disastro!

Noi stiamo bene, ma tanti paesi non ci sono più. Amatrice, Arquata, Accumoli ….

E preghi per loro, ma ogni scossa , mina anche la tua sicurezza.

Altre scosse, non si dorme per tante notti.

Sei vicino a quella gente, te li capisci…o almeno pensavi di capirli, fino al 30 ottobre..ma quella è un’altra storia.

Buon Ferragosto

Vogliamo Augurare un Buon Ferragosto a tutte le persone che ci sono state sempre vicine è tutta la nostra Comunità.

Un pensiero per Genova e per i genovesi.

riconoscenza a tutti i soccorritori che si stanno occupando dell’emergenza e dei feriti.

Terremoto 2016: partono i lavori per il recupero di 11 chiese

A quasi due anni dai terremoti (24 agosto e 26-30 ottobre 2016) che hanno colpito e devastato l’Italia centrale, per undici delle oltre trecentocinquanta chiese inagibili dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia si avvia la fase del recupero e della conseguente riapertura al culto. Questi interventi sono previsti e regolati dalle ordinanze n. 23/2017 e n. 32/2017  – “Messa in sicurezza delle chiese danneggiate dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 con interventi finalizzati a garantire la continuità dell’esercizio del culto” – del Commissario del Governo per la ricostruzione. Si legge, tra l’altro, nei suddetti testi: «…a seguito degli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016, la quasi totalità delle chiese situate nei territori dell’Italia centrale interessati dal terremoto è stata dichiarata inagibile con ordinanze sindacali, e pertanto l’esercizio del culto nei predetti territori risulta sostanzialmente precluso, con ciò producendosi un ulteriore aggravamento delle condizioni di vita delle popolazioni colpite, anche in ragione del particolare significato e del riferimento identitario che molti degli edifici in questione rivestono nel tessuto sociale delle comunità locali; …la celere riapertura di un luogo di culto concorre ad agevolare l’avvio degli interventi di ricostruzione, contribuendo al riconsolidamento dell’aggregato sociale e del tessuto di comunità in tempi rapidi». I soldi per il recupero di queste chiese sono parte dei fondi nazionali gestiti dal Commissario e trasferiti nella contabilità speciale intestata alla Presidente delle Regione, Vice commissario per la ricostruzione in Umbria.

Questo l’elenco delle chiese e i relativi finanziamenti:

1 Chiesa di S. Giovanni Battista in Giappiedi di Cascia: 275.904,08 euro.

2 Chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata in Cerreto di Spoleto: 33.502,85 euro.

3 Chiesa di S. Michele Arcangelo in Cortigno di Norcia: 48.226,44 euro.

4 Chiesa di S. Salvatore in Usigni di Poggiodomo: 319.944,80 euro.

5 Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Sellano: 53.712,98 euro.

6 Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Vallo di Nera: 320.066,31 euro.

7 Chiesa di S. Giovanni Battista in Agriano di Norcia: 198.053,62 euro.

8 Chiesa della Madonna Addolorata in Maltignano di Cascia: 245.024,61 euro.

9 Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Strettura di Spoleto: 309.702,93 euro.

10 Chiesa di S. Felice in Castel S. Felice di S. Anatolia di Narco: 222.583,00 euro.

11 Chiesa di Santa Giuliana e S. Alberto in Collazzoni di Preci: 246.305,92 euro.

“Sa Paradura”, si consolida il gemellaggio tra pastori sardi e umbri

“Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità degli altri”. Lo ha scritto il sindaco di Cascia Mario De Carolis insieme all’amministrazione comunale in una bandiera dei Quattro mori per ringraziare, insieme ai pastori umbri, i colleghi sardi che lo scorso anno, nel mezzo della tragedia del sisma, regalarono mille pecore rispolverando l’antico istituto pastorale de “sa Paradura”.

I pastori umbri venerdì scorso sono arrivati in Sardegna, a La Maddalena, accompagnati da una quarantina di agnelle figlie delle pecore donate l’anno prima e hanno portato con loro anche una bandiera dei Quattro mori che hanno voluto regalare al presidente della Coldiretti di Oristano Giovanni Murru. L’esponente dell’organizzazione agricola isolana, infatti, era stato a Cascia nell’aprile 2017 facendo parte della delegazione dei pastori sardi che avevano aiutato i “colleghi” umbri dopo il sisma. “Mi sono emozionato ancora una volta – ammette Murru -, spesso i piccoli gesti ti danno forte emozioni che non ti abbandonano mai. Con i colleghi umbri si è creato un legame di amicizia vero. Ci sentiamo spesso. La frase scritta del sindaco è proprio quello che proviamo noi. Da questo gesto per noi naturale, ma certo non scontato, abbiamo ottenuto tanto affetto, emozioni e amicizia

Saluti Finali

Come tutte le Storie che si rispettano siamo arrivati alla conclusione di un esperienza straordinaria emozionante e carica di significati importanti. E’il giorno dei Saluti Finali sono state Giornate intense ed è stato onorato il popolo di Cascia e le Frazioni in modo Esemplare.

Un ringraziamento particolare va rivolto al Sindaco Mario De Carolis con tutta l’amministrazione e alla collaborazione intensa di Alessia Nicoletti e Marco Emili.

Sento di Ringraziare ancora Tutti gli Amici Sardi.