Storia

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Maltignano è un`ampia villa di transito sita nella valle omonima, lungo l`antico itinerario che partendo da Cascia raggiungeva Civita per poi dirigersi poi verso Cittareale, nel Regno di Napoli.

Il toponimo indica un origine prediale; deriva da Maltinianus, riferibile ad un vicus romanus di centuriazione, cioè ad podere posseduto dalla gens Maltinia (come attestato dall`iscrizione romana rinvenuta alle Piagge). La presenza romana, oltre che dal toponimo, è testimoniata dai numerosi ritrovamenti, avvenuti nel 1954 in occasione dei lavori di apertura della carrozzabile per Colmotino, (tra i quali si annoverano tombe del II sec. a.C. nelle quali sono state recuperate decorazioni di letti funebri) e dai materiali di spoglio reimpiegati nella costruzione di diversi edifici. Il vicus Maltinianus rimane in piedi ma ricostruito più a valle; l`originario si estendeva nell`altopiano di Acuti, presso la Chiesa ancora esistente di San Fortunato.

La località è ricordata nel carteggio dell`abbazia i Farfa agli anni 1037 e 1080 (presenza di una cella monastica a questa pertinente). L`abitato di Maltignano venne completamente distrutto dal sisma del 1703.

La relativa vitalità del centro, legata forse a favorevoli condizioni per la pratica dell`agricoltura, si è tradotta nel tempo in una costante ristrutturazione dell`abitato che non presenta quindi i caratteri comuni alle ville dell`intero comprensorio. L`insediamento è composto di due distinti nuclei: Maltignano, completamente allungato lungo la vecchia strada che lo attraversa, e Pié la Selva, più contenuto e raggruppato, costeggiato da un percorso più meridionale dello stesso itinerario.